La mountain bike e il GPS.

 

Fra gli usi più divertenti ed efficaci del GPS per l’escursionismo vi è certamente quello con la mountain bike. Così come i navigatori satellitari per auto sono capaci di guidarci da un punto a un altro della stessa città o di città diverse, un GPS su cui è stata caricata la mappa (cioè la traccia) di un itinerario, montato sul manubrio della bici, è in grado con discrezione (cioè senza parlare…) di farci percorrere l’intero tragitto dell’escursione senza farci sbagliare strada.

Esso ci accompagnerà per mano, di bivio in bivio, per chilometri e chilometri nei posti più improbabili, consentendoci di godere appieno e con tranquillità dell’attività all’aperto e ampliando i confini nei quali siamo abituati a muoverci, facendoci in definitiva sentire più liberi. Il  tutto anche dove l’orientamento è più problematico, anche se in quei posti non ci abbiamo mai messo piede (pardon, ruota…) prima !

Potremo allora concentrarci sul terreno e goderci il paesaggio, liberandoci dalla schiavitù di tirar fuori la mappa ad ogni bivio, per vedere quale direzione prendere. Con uno sguardo fugace allo schermo, ci accorgeremo subito se per errore non abbiamo imboccato la strada giusta e potremo rimetterci immediatamente sulla retta via.

Escursioni che per lunghezza e difficoltà di orientamento abbiamo potuto fare solo in parte finalmente potranno essere terminate senza il timore di perdersi.

Considerando l’impegno fisico richiesto ai mountain bikers, il gran numero di bivi (ovviamente senza segnaletica…) che s’incontrano in montagna e di quanto alle volte le indicazioni sulle carte siano “creative”, l’avvento del GPS per i mountain bikers rappresenta finalmente un significativo cambio di rotta ! 

 

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