ATTENZIONE: PER LEGGERE
LA NOSTRA ULTIMA OPINIONE “QUELLO CHE PENSO
DELLE MAPPE GPS…” (SETTEMBRE 2008), vai a www.vivilibero.it
Mappe GPS sì, ma
quali mappe…
(si
suggerisce la stampa)
Due piccole premesse
1.
Questa nostra opinione riguarda le mappe
turistiche, che per loro natura sono mappe tematiche finalizzate a farci
raggiungere luoghi specifici, alle volte lungo percorsi specifici (ad
esempio la sentieristica di un Parco). Non si applica invece ad altri contesti,
come l’esplorazione di un territorio o quando si ha la necessità di muoversi al
di fuori di tracciati o mete prefissate.
2.
Uno dei nostri obiettivi con le nostre
Opinioni è sempre stato quello di trasmettere il nostro pensiero in maniera
chiara e semplice. Questa volta il
compito è stato particolarmente gravoso…se non ci siamo riusciti, ce ne
scusiamo fin d’ora con i nostri lettori.
Buona lettura !
Si fa presto a dire “mappa GPS”, eppure siamo convinti che se
chiedessimo a dieci persone diverse cos’è una mappa GPS, probabilmente otterremo dieci risposte
differenti.
Il problema è che da sempre l’uomo pensa alla mappa come ad una immagine
stampata che riporta informazioni grafiche, testuali e numeriche dettagliate
relative al territorio cui la mappa si riferisce. Pertanto sono molti gli
utenti GPS che aspettano di poter caricare nel proprio GPS le mappe
tradizionali (per esempio, carte dei sentieri escursionistici derivati dalle
mappe militari IGM) e, in effetti, almeno per i Parchi degli Stati Uniti, è
disponibile la serie TOPO 24K caricabile nei Garmin.
L’avvento del GPS, a nostro avviso, richiede tuttavia un cambiamento di
prospettiva rispetto al concetto di mappa cui siamo da sempre abituati, almeno per
le carte turistiche montane (ma, come vedremo, non solo per quelle),
cambiamento dal quale non è possibile esimersi, sia che si faccia parte della
categoria degli utenti sia (anzi, a maggior ragione) che si faccia parte della
categoria dei produttori di mappe. Vediamo perché.
Per comprendere appieno la necessità di questo cambiamento, tralasceremo
per un attimo il nostro quesito di partenza, vale a dire “Cos’è una mappa GPS?”
e ce ne porremo un altro più generale:
Perché utilizziamo una mappa ?
Crediamo che i più possano riconoscersi nella seguente risposta:
Usiamo una mappa principalmente per raggiungere i luoghi che
desideriamo, senza perderci o sbagliare strada, quando ci muoviamo in un
territorio che non conosciamo (per
territorio s’intende qualunque territorio, città, montagna, ecc.).
Le mappe che tutti noi conosciamo sono caratterizzate da una grande
quantità di dettagli, necessari per l’appunto a farci raggiungere i luoghi
desiderati senza sbagliare strada. Ecco allora che la mappa turistica di Parigi
riporterà il simbolo della torre Eiffel sulla cartina stradale della città. Ciò
è necessario perché la mappa non solo ci dice che la torre Eiffel è uno dei
siti di interesse della città, ma ci deve fornire
anche le informazioni necessarie per arrivarci. Il risultato,
soprattutto per le grandi città con tanti punti d’interesse, è una grande mappa
con tanti dettagli, dove alla fine reperire l’informazione che si cerca non è
certamente immediato (ancora più complicato se le condizioni atmosferiche sono
avverse[1]).
Quando visitiamo un Parco, la prima cosa che facciamo è normalmente
comprare la mappa dei sentieri, di solito costruita sulla base delle mappe
militari, ad esempio le carte IGM 1:25.000. Le mappe militari sono state da
sempre lo sfondo ideale per riportare gli itinerari escursionistici, in quanto
anche qui la ricchezza di dettagli di tali mappe (curve di livello, dati di
altitudine, rifugi, ecc.), offrono all’escursionista un gran numero di punti di
riferimento per ridurre quanto più possibile la eventualità di perdersi.
Ciononostante, proprio in ragione della ricchezza di dettagli e della
complessità conseguente di tali mappe, dando per assunto che (e sappiamo per esperienza che non è
sempre vero):
a. i sentieri sul territorio esistano effettivamente,
b. siano correttamente riportati sulle mappe,
c. il territorio nel corso degli anni non abbia subito trasformazioni
la lettura del territorio resta comunque non proprio semplice e,
soprattutto, la maneggevolezza di tali mappe, per forza di cose, non è il
massimo (non sono pochi quelli che usano lo stratagemma di portare con sé solo
una fotocopia del frammento di mappa che riporta il territorio relativo al
percorso che si vuole fare, vale a dire, una mappa più
piccola…).
Allora viene da chiedersi: ma hanno ancora senso le mappe turistiche
così come da sempre le conosciamo ?
La risposta è: certamente sì, ma solo per
chi non usa il GPS. Gli utenti GPS, invece, possono senz’altro
aspirare a qualcosa di diverso.
Vediamo perché:
1. il GPS è in grado di portarci in qualsiasi posto, purché nel
GPS via sia una mappa GPS di quel posto, seguendo la
freccia di direzione o il cursore della nostra posizione sul display (o,
nei modelli per auto più avanzati, seguendo le indicazioni vocali);
2. Una mappa GPS, come stiamo per
vedere, non ha nulla a che vedere con le mappe tradizionali, di cui
abbiamo discusso finora, ma è essenzialmente un
insieme di coordinate geografiche
organizzate sotto forma di waypoint e/o rotte e/o tracce.
Pertanto, la rappresentazione visuale del territorio all’interno
del GPS delle informazioni tipicamente riportate sulle mappe dei
sentieri (per esempio, le curve di livello, le quote di altitudine, ecc.), se viene considerata ai fini di non farci sbagliare strada,
non fornisce alcun valore aggiunto e,
peraltro, sarebbe di non facile
fruizione su schermi comunque piccoli.
Ciò evidentemente non esclude la
possibilità che le mappe GPS (insiemi di waypoint e/o rotte e/o tracce) possano
essere corredate da immagini georeferenziate anch’esse caricabili nel GPS.
Tuttavia, queste nuove rappresentazioni visuali del territorio potranno essere
più belle (per esempio, in 3D), più semplici e dovranno fornire un effettivo
valore aggiunto, rispetto al compito di base di portarci dove vogliamo,
compito eseguito in modo impareggiabile dal GPS con le attuali mappe
(repetita iuvant: waypoint, rotte e tracce).
E fuori dal GPS ? Eh sì, perché anche se lo scenario descritto
diventasse realtà, non dobbiamo mai dimenticare:
1. i limiti dello schermo del GPS, che resterà comunque di dimensioni
limitate per non pregiudicarne la portabilità;
2. la possibilità che abbiamo fin d’ora d’inventarci delle nuove mappe cartacee a corredo
delle mappe GPS, comode da usare, in cui le informazioni siano
facilmente reperibili e che si preoccupino solo
marginalmente di indicarci la via da seguire…
Fuori dal GPS, allora, potremo senz’altro accompagnare l’utilizzo dello
strumento con piccole mappe riportanti informazioni a valore aggiunto.
Vediamo alcuni esempi.
Supponiamo di avere la seguente mappa GPS (una traccia) relativa a un sentiero per mountain bike:
[N41 55.449 E13 45.488]
[N41 55.403 E13 45.538]
…
[N41 55.315 E13 45.461]
Questa mappa apparirà sullo schermo GPS come un tracciato (una linea). Per
seguire il sentiero, sarà sufficiente fare in modo che la nostra posizione
(rappresentata da un cursore sullo schermo del GPS) non diverga dalla linea.
Poiché dovremo impostare sul GPS una scala adeguata (diciamo 80-120
metri) per poter seguire con buona approssimazione la nostra posizione rispetto
alla linea, non potremo vedere l’intero percorso sullo schermo ma solo un
piccola porzione per volta, porzione che cambierà man mano che ci spostiamo.
Ecco allora che ci sarà senz’altro utile portare con noi una piccola
mappa cartacea che ci fa invece vedere l’intero percorso, per consentirci di
stabilire dove siamo, quanta strada abbiamo fatto e quanta ce ne resta da fare:

Come si può vedere, sulla mappa ci sono molte informazioni in più, che si troveranno anche nel GPS, sotto forma di
waypoint (rifugi, fontanili, ecc.).
Sullo schermo del GPS vedremo quindi scorrere lo stesso
tracciato della mappa cartacea ma, come si è detto, un pezzo per volta, ed i
waypoint lungo il percorso man mano che li incontriamo.
Questa mappa cartacea non ci dice però nulla sul profilo altimetrico, né
il GPS potrà sapere in anticipo l’altitudine dei posti dove andremo (ma solo
quella del posto in cui siamo).
Ecco allora che un piccolo foglio come quello qui riportato ci verrà in
aiuto, dicendoci tutto quello che possiamo essere interessati a sapere sul
nostro itinerario:

Si noterà che la descrizione di un percorso, quando si ha a disposizione
una mappa GPS (la traccia con i waypoint), non ha bisogno di dilungarsi in
indicazioni del tipo “arrivati al fontanile, dopo circa 100 m, bisogna girare a
destra per un sentiero su tratto erboso poco visibile …” in quanto ci penserà
il GPS a non portarci fuori strada.
Se poi si desidera avere un’idea di come il sentiero si cala nel
contesto del territorio, sicuramente si potrà trarre vantaggio da piccole mappe
come questa:

o questa…

E se poi si vuole avere un intero Parco a portata di mano, anche questa
mappa può risultare utile:

E per la città ? Se riflettiamo un attimo, gli attuali GPS cartografici
con i punti di interesse sono l’esatta riproposizione nel GPS delle attuali
cartine di cui si diceva all’inizio, con grande ricchezza di dettagli (tutte le
strade più i punti di interesse). E’ discutibile, tuttavia, che tale ricchezza
di informazioni sia appropriata per un turista che visita una città a piedi e,
inoltre, ne rende complicata la visualizzazione sullo schermo del GPS (avete
un’idea di quanti punti di interesse ci siano in una città come Roma nel raggio
di poche centinaia di metri ?)
In più, al turista che si muove a piedi, interessa raggiungere un punto
di interesse, per esempio un museo, sapere poi cosa c’è da vedere lì vicino e
quanto è distante: tutto ciò non è semplice da sapere usando solo il GPS. In
ultimo, non muovendosi in auto ed essendo scarsamente interessato ai sensi
unici…sicuramente il turista pedone vorrà scegliersi
le strade che più lo ispirano in quel momento, senza lasciarsi costringere dal
GPS su una rotta precisa per raggiungere la sua prossima destinazione.
Per questo scopo specifico, dunque, possono essere di ausilio piccole
mappe cartacee come questa, da usare insieme ai punti di interesse registrati
nel GPS:

Se si potesse poi disporre di riprese aeree, si potrebbero riportare le
stesse informazioni della mappa precedente sulla ripresa aerea ottenendo un
effetto di più grande impatto …

(copyright DigitalGlobe Inc.)
Per i più curiosi…
Tutti i GPS possono essere considerati cartografici. Un GPS non
cartografico altro non è che un GPS che ha all’interno una grande mappa “vuota”
del globo (possiamo immaginarla come un enorme foglio bianco) sul quale sono
riportate le posizioni di tutte le informazioni presenti in un certo momento
nel GPS (waypoint, rotte e tracce dell’utente e punti eventualmente precaricati
all’uscita della fabbrica).
I GPS cartografici con autorouting, hanno all’interno la cartografia
stradale georeferenziata di una certa area (Europa, mondo, ecc.). Attraverso la
funzione di autorouting, questi GPS sono in grado di costruire autonomamente
una mappa GPS (rotta) per raggiungere un certo luogo. I GPS cartografici (con o
senza autorouting) spesso incorporano semplici mappe GPS (waypoint) delle
località e punti di interesse. I GPS sono normalmente in grado (previa
attivazione dell’utente) di costruire autonomamente la mappa GPS (traccia)
degli spostamenti effettuati, per usi vari. In tutti gli altri casi, le mappe
GPS sono costruite manualmente dall’utente con lo stesso GPS, e/o con software opportuni
di manipolazione di mappe e successivamente trasferite al GPS.
La mappa GPS
Il GPS è un dispositivo elettronico, pertanto una mappa GPS è una
rappresentazione del territorio in formato elettronico comprensibile dal GPS.
Il GPS è essenzialmente un elaboratore di coordinate geografiche,
rappresentate principalmente sotto forma di waypoint, rotte e tracce. Ne deriva che gli elementi costitutivi
fondamentali presenti in una mappa GPS per rappresentare il territorio sono
waypoint e/o rotte e/o tracce.
Ciò detto, ecco un esempio di
mappa GPS:
N48 51.702 E2 20.068
Si tratta di una mappa GPS in grado di portarci al Louvre, partendo da
qualunque parte del mondo. Nella sua disarmante semplicità, questa mappa GPS ci
consentirebbe, se potessimo volare, di raggiungere il Louvre con un banale GPS,
semplicemente seguendo una freccia di direzione, senza
avere alcuna immagine precaricata nel GPS.
La maggior parte delle mappe in questa nostra Opinione sono tratte dai
CD di VIVILIBERO, che sono il risultato di un lungo percorso sperimentale e
rappresentano l’attuazione concreta delle idee qui presentate.
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[1] A tal proposito si
legga la nostra prima Opinione “Il GPS:
un sapiente dispensatore di emozioni e libertà”