e la differenza fra teoria e pratica…

  (si suggerisce la stampa)

 

Il sistema GPS si sta affermando come un’infrastruttura tecnologica indispensabile per le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali in svariate aree di gestione quali, ad esempio, il monitoraggio ambientale (ubicazione di scarichi industriali, falde acquifere, discariche, ecc.), inventari forestali, inventari del patrimonio culturale e catastale e, più in generale, l’aggiornamento dei dati cartografici.

La disponibilità di dati puntuali ed aggiornati rende possibili alle autorità preposte l’attuazioni di azioni di prevenzione, pianificazione e programmazione nei diversi settori di competenza.

L’acquisizione dati con il GPS viene effettuata attraverso campagne di rilevamento dei dati sul campo con personale specializzato ed attrezzature sofisticate, che consentono di acquisire i dati di interesse con precisione sub-metrica.

Ma perché è necessario rilevare i dati di interesse sul campo ?

La risposta è semplice: le carte esistenti possono non riportare i dati richiesti o, più semplicemente, sono vecchie e non aggiornate da tempo ovvero possono riportare talvolta informazioni errate. Infine, il sistema GPS consente di ottenere oggi una precisione che prima, senza GPS, non era possibile raggiungere.

Il cittadino comune è abituato a pensare al territorio come a qualcosa di statico. Al contrario, esso è un’entità molto più dinamica di quanto normalmente si possa immaginare, subendo continue trasformazioni ad opera dell’uomo e degli eventi naturali (cambiamenti climatici, incendi, ecc.)

E’ curioso notare come anche l’assenza di opera da parte dell’uomo possa produrre cambiamenti: a tal proposito si pensi ad esempio ai vecchi sentieri montani che, con l’abbandono delle attività da parte dell’uomo, sono ormai chiusi dalla vegetazione.

Tornando al GPS, oggi esso viene quindi utilizzato per correggere od integrare le carte esistenti o per farne di nuove. Va da sé che la rilevazione dei dati GPS sul campo richiede un grande dispendio di risorse ed una professionalità nell’uso dello strumento.

E’ altresì evidente che un sentiero escursionistico rilevato sul campo con il GPS, rispetto ad uno ricavato unicamente da carte georeferenziate, offre all’escursionista garanzie molto maggiori di accuratezza dell’informazione.  Si potrà trovare con grande probabilità l’acqua in corrispondenza dei waypoint dei fontanili dove sgorgava acqua al momento della rilevazione sul territorio, laddove è invece esperienza comune di chi frequenta la montagna incontrare fontanili segnati sulle vecchie mappe da cui l’acqua non sgorga più da chissà quanto tempo. Stesso discorso per i bivi, dove accade di incontrare sterrate non riportate sulle carte e via dicendo. Per non parlare poi di altre informazioni utili all’escursionista, rilevabili solo attraverso una ricognizione del territorio, come, ad esempio, il senso di direzione da seguire quando si percorre un anello in mountain-bike, sbagliato il quale ci si può rovinare l’escursione, dopo aver magari percorso svariati chilometri in auto per raggiungere il posto.

Per tali ragioni, quando si utilizza cartografia GPS, vale sempre la pena chiedersi quale sia l’origine della stessa, vale a dire se è stata prodotta direttamente sul campo ovvero attraverso la georeferenzazione delle carte esistenti. vivilibero ha scelto la strada di produrre tracciati GPS di alta qualità rilevati rigorosamente sul territorio, una scelta a favore dell’escursionista.       

 

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